Teatro Segreto s.r.l.
Direzione artistica Ruggero Cappuccio
voci in concerto per Giuseppe Patroni Griffi
con nadia Baldi, Antonella Ippolito, Ada Todaro, Lia Zinno e con Dario Zeno
Clarinetto Massimiliano Sacchi
Pianoforte Dario Geno
Violoncello Marco di Palo
Contrabbasso Roberto Giangrande
Percussioni Gianni Sorvillo
Musiche originali di Paolo Vivaldi
Regia Nadia Baldi
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Romanzo classico e storico.
E’ la vicenda di un amore omosessuale fra due giovani, sullo sfondo di una Napoli in piena guerra e sotto i bombardamenti aerei; amore sensuale e sentimentale, controverso e negato, che l’atmosfera crudele e incantata di una citta fatale rende simbolico come le fiamme che la esaltano e distruggono.
Sullo scenario di una Napoli del periodo della guerra emerge il conflitto fra l’educazione sentimentale e la celata omosessualita del sedicenne Eugenio che, insidiato dal giovane tedesco Lilandt, prima lo rifiuta e poi si getta impetuosamente in un legame amoroso.
Cinque leggii sono l’unica scenografia, resi viventi da un accordo di morbide e graffianti voci che illuminano il palcoscenico e rendono irresistibile La morte della bellezza, romanzo classico e storico di Patroni Griffi. Qui il soggetto non e soltanto quello dichiarato in prima battuta Com’era bella Napoli quaranta anni fa, ma anche l’omosessualita, che lo scrittore-regista narra con cenni insoliti e coraggiosi, afferrati nella sua intrinseca e naturale inclinazione scenica dal riadattamento di Nadia Baldi. Nella Napoli del ‘43, sotto i bombardamenti incessanti, brucia la storia di due giovani la cui straordinaria bellezza ha come sfondo una citta contraddistinta, quaranta anni fa, dallo splendore di Posillipo e del mare….meglio che i Caraibi .
La mimesi linguistica, presentata con grazia ed ironia dalle cinque protagoniste, celebra la consacrazione, da parte di Eugenio e Lilandt, ai sensi del corpo, alla volutta di un amore tormentato, negato ed in seguito bramato. Ebbe la sensazione che tutta quanta la sua vita, con la rapidita di una fisarmonica che si chiude, si concentrasse per arrivare a questo momento.
La morte della bellezza, nel riadattamento, rispetta ed esalta lo “stile d’acqua” di Patroni Griffi che, associato alla capacita da parte delle interpreti nel trattare con una rara attitudine gestuale e vocale un argomento cosi delicato come la omosessualita, scorre fluente come acqua. La rielaborazione del testo evidenzia una grande abilita femminile a raffigurare con destrezza e maestria l’avvenenza e la riluttanza di un amore maschile. Una nota caratteristica si concentra sull’ironia di pezzi musicali che irrompono prepotentemente sulla scena, adeguandosi alla situazione ambientale concreta di una Napoli sempre sospesa tra farsa e realta. |